Giovanni Gambella

Ritratto di Giovanni Gambella
In sintesi Timeline
  • Anni 1975-1978
  • Ambasciatori d’Italia a Oslo Giulio Terruzzi - Diego Simonetti (dal 28 luglio 1976)
  • Direttore Istituto Italiano di Cultura di Oslo Giovanni Gambella (1975-1978)
  • Presidenti Comitato Dante di Oslo Pastor Harald Taxt - Gerd Enderud (dal 1978)

Giovanni Gambella avviò la sua carriera diplomatica nel settore culturale presso l'Ambasciata italiana a Teheran e, nel 1965, fu nominato Vice Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Budapest. Negli anni successivi ricoprì incarichi di rilievo all'interno della rete degli Istituti Italiani di Cultura: fu addetto culturale a Bruxelles, poi direttore degli Istituti di Cultura di Bogotá (1970-1974), Oslo (1975-1978) e infine Brasilia (dal 1979 al 31 gennaio 1981). In quest'ultima data si dimise dal servizio, concludendo sedici anni di attività al servizio del Ministero degli Affari Esteri.

Un episodio particolarmente delicato segnò la fase iniziale della sua carriera in Ungheria. Secondo uno studio storico di Ilona Fried consultabile qui: Una vecchia vicenda della guerra fredda, tra il 1965 e il 1967 Gambella fu coinvolto in un caso politico-giudiziario di grande risonanza. Venne accusato dalle autorità ungheresi di omessa denuncia di atti di spionaggio, in seguito a una confessione ricevuta da Béláné Kalocsán, collaboratrice dell'Istituto, arrestata con l'accusa di spionaggio.

Il processo, celebrato in febbraio 1967, durò quattro giorni e si concluse con una condanna a 5 anni e 6 mesi di reclusione, la confisca dei beni per un valore stimato in circa 25.000 fiorini e l'espulsione dall'Ungheria. Tuttavia, il 7 maggio 1967, il Consiglio dei Ministri ungherese concesse a Gambella la grazia, che annullò la pena residua e revocò l'esproprio dei beni. Pochi giorni dopo, il 24 febbraio 1967, la Corte Suprema ridusse anche le pene inflitte agli altri imputati nel caso, e Gambella fu presumibilmente liberato a seguito dell'atto di clemenza.

Molti anni più tardi, il 22 gennaio 1992, la Corte Suprema dell'Ungheria lo assolse definitivamente, riconoscendo che si era trattato di un “processo farsa”.

PS: Il saggio di Ilona Fried, intitolato “Una «vecchia vicenda della guerra fredda». Cultura italiana e servizi segreti ungheresi. Anni ’50 e ’60”, è stato pubblicato nel dicembre 2015 all'interno del numero 28 della rivista Nuova Corvina. Rivista Italiana di Studi Ungheresi, edita a Budapest dall'Accademia Ungherese delle Scienze – Istituto di Studi Letterari. La rivista Nuova Corvina, di carattere accademico e semestrale, rappresenta il principale punto di riferimento per lo studio delle relazioni storiche, letterarie e artistiche tra Italia e Ungheria. Vi collaborano studiosi ungheresi e italiani che si occupano di storia culturale, linguistica, letteraria e dei rapporti diplomatici e intellettuali tra i due Paesi. Il nome “Corvina” richiama la celebre Bibliotheca Corviniana, la straordinaria biblioteca rinascimentale di re Mattia Corvino (1443–1490), che fu una delle più importanti collezioni librarie dell'Europa del Quattrocento.

Giovanni Gambella fu coinvolto in un ulteriore episodio di rilievo mediatico durante il suo incarico come Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Oslo, una vicenda che suscitò notevole clamore in Norvegia e che venne portata all’attenzione del pubblico dal settimanale «Se og Hør».

La controversia prese avvio da una lettera sottoscritta da docenti universitari, rappresentanti del Comune di Oslo, personalità del mondo artistico e membri delle comunità italiana e norvegese, nella quale si chiedeva la sua rimozione dall’incarico, imputandogli atteggiamenti autoritari e difficoltà nei rapporti interpersonali. Alcuni mesi più tardi, tuttavia, Gambella ricevette anche una dichiarazione di sostegno e solidarietà firmata da numerosi connazionali residenti in Norvegia.

L’ambasciatore d’Italia a Oslo, Guido Simonetti, ridimensionò l’episodio interpretandolo come un semplice scontro di caratteri e temperamenti, definendolo un vero e proprio “divorzio all’italiana”. Dopo tre anni di servizio, Gambella lasciò il Paese per assumere un nuovo incarico in Sud America, non senza aver prima espresso l’auspicio che le tensioni emerse durante il suo mandato non compromettessero i rapporti culturali tra Italia e Norvegia.

I dettagli della vicenda sono riportati nell’articolo del rotocalco norvegese Se og Hør (prima edizione, 10–23 novembre 1978), intitolato «Se og Hør avslører: Kultur-skilsmisse på italiensk i Norge» (“Se og Hør rivela: Divorzio culturale all’italiana in Norvegia”).

Qui sotto l’articolo del giornale in questione. La fotografia di Gambella è stata scattata all’interno della Direzione dell’Istituto Italiano di Cultura di Oslo, in Meltzersgate 5.

Riproduzione dell'articolo su Se og Hør, prima pagina
Riproduzione dell'articolo su Se og Hør, seconda pagina